Piede Piatto - Dott. Damiano Rullo

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Il piede piatto è una alterazione dei rapporti anatomici del piede: si ha una riduzione dell'arco plantare e un aumento della superficie di appoggio della pianta del piede.
 
Il piede piatto è una conformazione del piede caratterizzata dall'appiattimento della volta plantare (la parte della superficie plantare del piede che, in situazioni fisiologiche, non tocca il terreno quando si è in posizione eretta) e dalla valgo-pronazione del calcagno.
 
Dai 10 mesi di vita fino ai 3-4 anni di età questa situazione è del tutto fisiologica e rientra nella normale crescita del piede (piede piatto fisiologico), ed è generalmente portata a correggersi spontaneamente entro i 6-7 anni di età. Anche quando la presenza dei piedi piatti permane senza regredire autonomamente la condizione è, la maggior parte delle volte, indolore.
 
 
Com'è possibile notare dall'immagine laterale, i piedi dell'essere umano presentano, sul bordo interno, una zona rialzata che si stacca dall'appoggio col suolo. Questa zona rialzata prende il nome di arco plantare mediale o volta longitudinale interna.
L'altezza dell'arco plantare mediale – ossia quanto la zona rialzata si stacca dal suolo – varia da persona a persona.
 
 
Nelle persone con piedi normali, la parte centrale interna dei piedi non appoggia al suolo: la presenza di un arco plantare della giusta altezza garantisce una distribuzione del peso del corpo, sul piede, corretta, e una migliore efficacia nella camminata (è meno dispendiosa). Il tutto comporta un minor rischio di danni muscolo-scheletrici agli arti inferiori e ai piedi in particolare.
Nelle persone con piedi piatti, invece, la parte centrale interna dei piedi appoggia del tutto al suolo: ciò altera la distribuzione del peso sui piedi e predispone quest'ultimi a fenomeni dolorosi e degenerativi delle articolazioni, dei muscoli, delle ossa e dei legamenti.
I piedi piatti sono una malformazione generalmente bilaterale; tuttavia, in alcune circostanze possono riguardare un piede soltanto.

Diagnosi

 
Per effettuare la diagnosi il medico, dopo aver osservato i piedi del paziente, chiederà di effettuare dei movimenti (come mettersi sulle punte dei piedi) per esaminare la meccanica dei piedi.
Nel caso il paziente lamenti dolore, può essere richiesta la sottoposizione e diversi esami di imaging:
 
·    Radiografia: per visualizzare le ossa e le articolazioni dei piedi.
 
·   TAC: in grado di visualizzare le ossa e l'articolazione del piede da diverse angolazioni, fornendo maggiori dettagli rispetto a una normale radiografia.
 
·   Ecografia: questo esame, in grado di fornire immagini dei tessuti molli, può essere effettuato nel caso in cui il medico sospetti la presenza di una lesione tendinea.
 
·   Risonanza magnetica: in grado di fornire immagini dettagliate sia dei tessuti duri (come le ossa) sia dei tessuti molli (come tendini e vasi sanguigni).


PIEDE PIATTO DEL BAMBINO

l piede piatto può essere una condizione congenita, trasmessa da uno dei genitori come caratteristica somatica
Il piede piatto è determinato dalla caduta della volta plantare con conseguente aumento della superficie d'appoggio della pianta del piede e dalla valgo -pronazione del calcagno.
Si ha quindi una rotazione anomala del retropiede, cioè astragalo e calcagno.

Tale situazione è normale dai primi mesi di vita fino ai 4 anni e il piede correggerà con la crescita intorno ai 7 anni. Dopo i 7 anni se il piattismo persiste bisogna prendere in considerazione l’intervento chirurgico di correzione, da eseguire tra i 9 e i 14 anni.
La chirurgia dovrà ripristinare il normale rapporto tra astragalo e calcagno. In alcuni casi sarà necessario eseguire un allungamento del tendine d’Achille.
Solo una piccola percentuale di bambini lamentano una sintomatologia dolorosa; Diversi studi hanno dimostato che bambini con retropiede valgo pronato in età adulta possono sviluppare alluce valgo e artrosi della caviglia.
Il piede piatto viene classificato in 4 gradi a seconda del gradi di deformità ( cfr. fig. a lato )

In presenza di un accentuato piattismo dei piedi, già a partire dai 3 o 4 anni di età è bene mettere in atto una serie di provvedimenti – del tutto non invasivi – mirati a favorire la maturazione della volta plantare. Tra questi:
· Utilizzo di ortesi plantari podologiche (o semplicemente plantari). Le ortesi plantari podologiche sono modellate sul piede del paziente;
· il rinforzo muscolare mediante sercizi di stretching (o allungamento muscolare) per tutti i muscoli della gamba che fanno riferimento al tendine d'Achille;
· Utilizzo di scarpe ortopediche per piedi piatti;
· Esercizi di fisioterapia per il miglioramento della tecnica di camminata e della tecnica di corsa. In genere, i medici sottopongono a questo tipo di trattamento i pazienti che praticano sport – tra cui, in particolare, corsa, podismo, marcia ecc – con una certa continuità;
· Un programma dietetico per la riduzione del peso corporeo. Ovviamente, tale trattamento è riservato ai pazienti in sovrappeso o affetti da obesità;
· La somministrazione di farmaci antidolorifici, per ridurre la sensazione dolorosa;
· Un periodo di riposo da tutte quelle attività che favoriscono la comparsa del dolore (es: corsa, lunghe camminate ecc). In alternativa, i medici consigliano ciclismo o nuoto.
 
Si ricorda ai lettori che la terapia conservativa non rappresenta una cura per i piedi piatti, ma un rimedio per alleviare la sintomatologia.
 
Se entro gli 8-9 anni non si raggiunge un miglioramento della volta plantare possono essere consigliati, nei casi di piattismo più importanti, interventi chirurgici correttivi . Diverse sono le procedure chirurgiche utilizzate a questo scopo: le più diffuse sono l'endortesi e il calcagno-stop, entrambe mirate a correggere la pronazione del calcagno e a far risalire la volta plantare.
Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4


Figura 1 : Intervento chirurgico di correzione del piede
                   piatto con ortesi endosenotarsica.
                   Si esegue una piccola incisione di circa 1 cm.  
                   Si posiziona la vite nel seno del
tarso.
                   Si esegue controllo radiografico.
             
Figura 2 :  Endortesi che viene posizionata nel seno
                   del tarso.

Figura 3 : L’ortesi si oppone alla pronazione del calcagno  
                  correggendo la pronazione  e facendo risalire la
                  volta plantare.
                  Fine intervento con 1 punto di sutura.
                
Figura 4 : Controllo radiografico post-chirurgico.
   
 
Esame podoscopico

PIEDE PIATTO DELL’ADULTO


Il piede piatto dell’adulto è caratterizzato da una deviazione in valgo del calcagno e caduta della volta plantare. Spesso si associa alluce valgo e ipercheratosi nella regione esterna dell’avampiede .
Di routine si eseguono radiografie Rx dell’avampiede sotto carico.
La corregibilità del piede piatto si valuta con alcuni semplici test che sono :
  • il “Tip Toe Test” : che consiste nell’osservare il calcagno del paziente prima a riposo e poi sulla punta dei piedi. Il test è negativo se la deformità in valgismo del calcagno si corregge quando si mette sulla punta dei piedi;
  • il “Jack’stest” : si esegue iperestensione del  dito, e se   si ricostituisce la volta plantare il piattismo è corregibile.
Il trattamento dipende dal grado di deformità e dalla sintomatologia. Inizialmente il trattamento è di tipo conservativo con la prescrizione di plantari che hanno lo scopo di sostenere l’arco longitudinale interno.
Nel piede piatto iper-pronato un cui non c’è una degenerazione artrosica è indicata un’artrorisi sub-astragalica. L' intervento consiste nel posizionare una endortesi nel seno del tarso che impedisce l’eccessiva pronazione della sottoastragalica.
Nei casi di una severa valgizzazione del retropiede senza degenerazione artrosica del retropiede si esegue un intervento di medializzazione del calcagno.
Nei casi dove vi è una degenerazione artrosica della sottoastragalica e astragalo-scafoidea è indicato intervento chirurgico di artrodesi della sotto-astraglica cioè fusione dell’articolazione che ha lo scopo di evitare l’attrito doloroso dell’articolazione.
Se vi è associata lesione del Tibiale posteriore ; questo va riparato.


 
 
 
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